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No-kill al luccio nella Regione Friuli Venezia Giulia

Scritto da Simone Carsetti.

Una rilevante novità normativa giunge dalla Regione Friuli Venezia Giulia: l’istituzione sull’intero territorio dell’obbligo del rilascio del luccio. Non si tratta di una decisione scontata o già attesa bensì il frutto dell’efficace e intelligente lavoro partito dalla locale neocostituita sezione friulana dello Spinning Club Italia con sede a Codroipo che è stato man mano proposto e condiviso da altri soggetti fino a coinvolgere il Consiglio Direttivo dell’Ente Tutela Pesca (ETP).

Il progetto è nato per contrasto a un precedente provvedimento che aveva abolito i cosiddetti Regimi Particolari Ciprinicoli (RPC) ossia tratti di corsi di pianura e laghi soggetti a particolare tutela, dove vigeva fra l’altro l’obbligo di rilascio del luccio. Emanuele Bighin, Rudy Cordovado e Michele Moro del direttivo della nuova sezione incardinata nella provincia di Udine, col consiglio di Luca Passarella, responsabile SCI per il Veneto, hanno perciò elaborato una piattaforma di proposte presentata all’ETP, che oltre alla tutela del luccio comprendeva la trasformazione in zone no-kill per la trota della maggior parte delle aree a Regime Particolare Salmonicolo (RPS). L’iniziativa ha trovato il sostegno del Rappresentante del Collegio 14 Codroipo-Latisana, sig. Federico Odorico e la fattiva collaborazione dell’Associazione Fiume Isonzo nella persona del presidente Alessandro Hoban, che coinvolgeva anche il Rappresentante del Collegio 1 Gorizia, sig. Valter Princi. Le mozioni alla fine trovavano accoglienza nel Consiglio Direttivo ETP e sono divenute parte del regolamento regionale che entrerà in vigore a partire dal 1 gennaio 2016. L'esito positivo dell’iniziativa è da ricondursi alla ragionevolezza delle proposte, calate nel contesto in cui sono state fatte e all'impegno personale di quanti si sono adoperati per renderne evidente la positività ai Rappresentanti di Collegio sulla base di un rapporto di reciproca fiducia e di leale collaborazione. Un simile percorso dimostra ancora una volta come sia possibile riuscire a incidere in senso migliorativo sull’attuale situazione della pesca italiana e come la via maestra per conseguire tali risultati passi dalla capacità di rappresentare nei modi e nelle sedi opportune i valori che ci stanno a cuore. Si tratta di una strada che richiede comprensione della situazione, disponibilità a un lavoro personale e che va proseguita nel tempo per non rischiare di perdere i risultati raggiunti. Una strada su cui lo Spinning Club Italia si trova da sempre, disposto a condividere la propria trentennale esperienza con chiunque intenda percorrerla.

 

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