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Ambiente: la parola dell’unità. Progetto marmorata 2015-2016

Scritto da Mario Narducci.

 

Si avvia l’inizio della stagione 2015-2016 del progetto Marmorata realizzato da Spinning Club Italia in collaborazione con le Province di Cremona, Lodi e le sezioni provinciali Fipsas di Cremona, Lodi e Milano.

Ogni gesto, anche il migliore, è importante sia compiuto con pienezza di significato, altrimenti rischia di restare legato a un fugace momento emotivo che poi passa, senza contribuire a costruire qualcosa che duri, almeno come coscienza del singolo e come patrimonio del gruppo, premesse necessarie per lo sviluppo di un cammino comunque di crescita. In questo senso mi pare doveroso cercare di comunicare meglio possibile il senso ultimo di quanto con un pugno di amici decisi e generosi stiamo portando avanti in quelle acque e per farlo non posso fare a meno di raccontarvi anche qualcosa di personale, perché il progetto Marmorata e i rapporti umani e tecnici che ne sono derivati ormai fanno parte integrante della mia vita. Non posso prendere alcuna distanza da essi. Anche la pesca e lo spinning hanno una loro storia, magari minore rispetto a quella che si scrive con la ‘S’ maiuscola, eppure non meno degna e meritevole di essere conosciuta, del pari rappresentabile con personaggi ed eventi. La mia inizia nel 1974 quando insieme a tanti altri – la nostra disciplina allora era ancora giovane e poco diversificata – fui travolto dalla bellezza degli scritti di G.D. Bocchi, che facevano capire come tale tecnica, in maniera analoga ad altre, potesse non solo essere un modo per catturare pesci, bensì un approccio di conoscenza verso gli abitanti delle acque, i loro ambienti e la Natura in genere. Qualche anno dopo è stata l’azione di Roberto Cazzola e Renzo Della Valle a dare maggiore concretezza a tale movimento di pensiero, avendo rispettivamente creato e diffuso uno strumento associativo – lo Spinning Club Italia – pensato con due finalità: la diffusione dello spinning in ogni sua forma, tutelandone l’esperienza maturata e la difesa degli ecosistemi acquatici che ne sono l’indispensabile presupposto.
Tali scopi restano ancora oggi l’oggetto principale della nostra mission e le ventotto sezioni in cui si articola il Club offrono a chi lo desideri la possibilità di trovare amici con cui condividere la propria passione, praticandola e approfondendola in ogni accezione possibile come dimostra ad esempio il testo Pescare a spinning nelle acque interne italiane pubblicato lo scorso anno col concorso di 25 autori di ‘area’ SCI, sotto l’egida Fipsas, per i tipi de La Mandragora. In altri termini non solo apprezziamo il confronto con nuovi predatori come siluro, aspio e perca, verso cui per certi versi siamo stati anche precursori, ma manteniamo chiaro il rilievo di aspetti dello spinning talora in crisi per motivi di alterazione ambientale eppure di grande spessore alieutico come lo spinning alla marmorata, al luccio di fiume e risorgiva, al persico reale e al cavedano nei grandi fiumi, alla cheppia, al bass di lanca e acque correnti… Siamo convinti infatti che sarebbe un grave fallimento per tutti se i valori acquisiti da una generazione di lanciatori non diventassero parte integrante delle successive e l’unico modo per farlo consiste nel salvaguardare la possibilità di vivere tali esperienze per chi non le abbia ancora sperimentate. Da qui nascono le opere di molte nostre sezioni, indirizzate in vario modo alla tutela di specie a rischio e dei relativi habitat, fra cui appunto il progetto Marmorata. Tuttavia intervenire concretamente su una realtà complessa, oggetto di molteplici interessi talora contrastanti come il mondo delle acque, impone di riferirsi a un punto di sintesi il più possibile unitario che noi – e non solo noi – giudichiamo di aver individuato nel concetto di ‘ambiente’. Se ogni soggetto puntasse a estendere all’infinito il proprio punto di vista, nessun accordo sarebbe mai possibile. Invece se con pazienza per ciascun territorio e ambiente si accettasse di stabilire di comune accordo, magari con l’aiuto della scienza, quale sia il massimo obiettivo raggiungibile, si potrebbero mettere in campo sinergie ampie e impensabili. Non per nulla Spinning Club Italia ha in essere dal 2011 un’intesa nazionale col WWF. Per questo manifestiamo disponibilità al confronto con chiunque e ci rivolgiamo alla coscienza di ciascun singolo e gruppo lanciando la sfida affinché si moltiplichino sinergie operative che portino frutti concreti di salvaguardia dei pesci e degli ambienti che ci stanno a cuore.

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