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Il perca del padre

Scritto da Mauro Sina.

Sarà che in queste settimane di cose ne sono successe tante e belle, sarà che a diventare padre la giornata e la settimana acquistano un'intensità maggiore, sarà anche che sono un po' assonnato e con le gambe indolenzite dal poco moto ... Saranno tante cose a farmi desiderare un paio d'ore di solitudine, di silenzio e ovviamente cosa c'è di meglio che trascorrerle in riva a un fiume? Magari in compagnia della propria fedele canna e di un gruzzolo di artificiali?
Tempo di addormentare il Martino (detto anche Martin tra noi pescatori), bere un caffè e assicurare alla stanca consorte un ritorno entro l'ora di pranzo e sono in macchina ... Ore dieci e un quarto (non proprio un orario da angler audace)
Il meteo non promette bene anzi, piove che Dio la manda, ma non saranno certo due gocce a fermarmi.
Imboccando il cavalcavia getto un'occhiata al livello del fiume, non ancora gonfio, ma so che l'amico è veloce a gonfiarsi e sono intenzionato a sfruttarne l'ondata. Lo spot prescelto è infatti la confluenza tra un canale e il fiume, un luogo relativamente vicino che frequento ormai da tre anni e che in questa stagione con le acque in piena sa regalare soddisfazioni.
Pochi minuti e sono arrivato, parcheggio al solito posto e insaccato dentro a spessi waders di gomma mi incammino verso l'acqua.
Respiro forte, profondamente. Mi viene sempre da respirare forte quando sto per iniziare una pescata, forse è per un senso di libertà che mi pervade, forse è perché ogni volta è una novità e c'è una storia ancora tutta da scrivere, un segreto da carpire, un mostro da catturare, chissà! Respiro.
Scavalco il fosso innestando la canna e regolando la frizione; l'occhio sta già scrutando le acque - ancora solo velate - del canale, il cervello sta già pensando a che tipo e a quale grammatura di esca utilizzare, la mano sta già frugando nella scatola afferrando un ondulante dai colori sgargianti.. E la mente si slancia in bizzarre sinapsi note solo a chi condivide questa passione: "12 gr? Sembrerebbe ideale, no, 8. Qui i pesci li prendo con l'8. Ma il luccio prima di Natale aveva inseguito sul 12. Sì, ma il luccio è chiuso ora, lasciamolo stare, stiamo sull'8 che può andare per tutto".
Le dita già intirizzite chiudono il moschettone e via! Si aprono le danze!
Ho davanti a me un centinaio di metri di canale prima della confluenza col fiume e i lanci sono radenti alla sponda opposta, sotto i rami spogli, ricurvi sull'acqua. Non ho molte chance, bisogna essere precisi, silenziosi e concentrati. I lanci riescono, il tonfo sull'acqua a volte è delicato, altre volte meno, a volte riesco persino a far saltare il cucchiaio sulla superficie dell'acqua e posarlo a pochi centimetri dalla riva proprio sotto ai rami. Sto pescando bene, sento l'ondulante che scodinzola, ruota e getta bagliori. Purtroppo però percorro la distanza fino alla foce del canale senza alcun risultato. L'acqua è ancora chiara e qui l'esperienza dice che si pesca quando appare scura e alta, anche color caffelatte: è questo il segnale dell'adunata delle carpe.
E sì, le carpe! Carpe a spinning, questo è il mio obiettivo. Carpe e magari qualcos'altro. Non dico che le abbia prese tutte in maniera ortodossa (leggi bocca), alcune anche per la coda, ma ne ho prese svariate, sempre nelle stesse condizioni e sono sicuro che anche oggi non mi tradiranno. Intanto l'acqua sta salendo, le nutrie escono dalle tane e il cormorano si allontana, spaventato dalla mia concorrenza. Ci siamo: la discesa del canale era solo la fase a gironi della sfida, la finale si gioca qui, sulla punta.
Provo con alcuni recuperi medio-veloci in cerca del siluro ma senza esito e quindi inizio a sondare il fondo saltellando alla ricerca della carpa.
L'acqua sale, si cominciano a vedere le prime onde di rientro dal fiume verso il canale e scorgo le prime nuvolette di fango e i salti fragorosi delle carpe in frenesia.
Uno, due, tre balzelli sul fondo e tuuuum! C'è! Grossa, come sempre, ma la sfrizionata di 10 metri mi fa capire subito che l'ho agganciata per la coda... Lotta impari, quasi impossibile controcorrente. Chiudo uno scatto dopo l'altro la frizione, sapendo che però le ancorette originali sono quel che sono e che non posso forzare più del consentito. Con un'ultima scodata in superficie, a più di 25 m di distanza mi avvisa che è lei a comandare e in un batter d'occhio la cicciona si slama. Me lo aspettavo, poco male, sapevo di che pesce si trattasse e come si fosse allamato, ero dunque già felice per quei minuti di tiro alla fune. Sono contento perché cercavo lei e lei si è fatta trovare all'appuntamento annuale nello stesso punto alle consuete condizioni. Sono felice, ma è ancora presto e, parliamoci chiaro, le carpe saranno anche simpatiche e forzute, ma a noi spinners piacciono i soggetti cattivi, quelli che mordono per fame o per aggressività e nel mio cuore albergava il sogno di un incontro con il baffone.
Uno piccolo lo aveva preso l’amico Lele, l'anno scorso; il buon Fabrizio racconta di  catture a tonnellate con esemplari mostruosi, mentre a me manca ancora il siluro in questo spot. Inizio quindi recuperi più allegri e scodinzolanti e tuum! C'è un’altra volta! Di nuovo, ma ora si tratta di un attacco, si muove lateralmente e da testate nette senza produrre sfrizionate ingestibili. C'è, è lui, il siluro! E invece no, combatte in maniera diversa e infatti dopo qualche breve fuga un bagliore verde oro mi fa sobbalzare: un Perca! È lui, il mio primo lucioperca!
Sia chiaro, dopo l'emozione del primo figlio non credo ce ne siano di paragonabili, ma inanellare una cattura che è sempre sfuggita resta una bella soddisfazione, e il bello è che pare pure grosso! Non enorme ma è pur sempre un pesce sui 60 cm allamato in fil di bocca. Non ho alcuna intenzione di farmelo scappare!
La sponda appare alta e resa franosa dal lavoro dei simpatici castorini; il boga grip è nello zaino, chiuso, lasciamo stare... Tentiamo questa benedetta presa opercolare, funziona sui lucci e un po' luccio lui lo è. Infilo le dita dietro la testa e ... Salpato!
La Sandra, si adagia languidamente per terra, senza dimenarsi nemmeno, e distesa in tutta la sua maestosità supera abbondantemente il manico della canna. E' fatta! Breve video, foto di rito e si procede alla slamatura assaporando il tu per tu con la bella dai denti da vampira.
Poco dopo è giá in acqua, mi scoda via in scioltezza e mi saluta, dandomi appuntamento alla prossima piena.
Continuo a pescare, ma oltre a qualche squama di carpa-balena non vedrò altro e decido che la prima pescata da padre possa ritenersi conclusa e con grande soddisfazione.

Diceva Montale che l'imprevisto è la sola speranza e il pescatore, a spinning in particolare, è sempre alla ricerca di questo imprevisto che esiste; è laggiù, da qualche parte, in agguato e ci aspetta.


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