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Collaborazione Spinning Club Italia – Molix

Scritto da Simone Carsetti.

 

Si conferma anche per il 2015 la collaborazione fra Spinning Club Italia e l’azienda italiana Molix che si incarica per il terzo anno consecutivo di fornire il prestigioso gadget annuale riservato ai soci di Spinning Club Italia (SCI). Tale rapporto di partnership si estenderà a contribuire al sostegno delle iniziative nazionali del Club a partire dal corso nazionale di avviamento allo spinning che SCI si appresta a realizzare sotto l’egida Fipsas.

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Dimissioni di Corrado Forlani dal Direttivo Nazionale SCI

Scritto da Mario Narducci.

Si rendono pubbliche le dimissioni di Corrado Forlani dal Direttivo Nazionale Spinning Club Italia.

Esse sono state accettate.

Con l'occasione si desidera esprimere un vivo ringraziamento per l'opera da lui prestata in questi anni.


Il Direttivo Spinning Club Italia

 

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Non si spara solo con le pallottole

Giornata nera per la pesca italiana. L’avevamo scritto pubblicamente tempo fa: si può discutere anche

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“Ambiente”: l’unico punto di vista unitario possibile per la pesca

Scritto da Mario Narducci.

Le recenti polemiche innescate dalla proposta di regolamento attuativo della legge sulla pesca approvata dalla Commissione Ittico Consultiva Regionale per la Pesca dell’Emilia Romagna rischiano di offuscare una serena analisi complessiva dei fatti e della storia che li ha generati. Offrono inoltre lo spunto per esprimere alcune considerazioni di importanza generale che vale la pena riaffermare.


•    Lo stato di degrado degli ecosistemi acquatici nazionali e la forte contrazione di gran parte dei relativi stock ittici sono evidenti agli occhi di tutti.
•    Di fronte a questa oggettiva situazione pochi possono essere gli atteggiamenti per continuare nella pratica della pesca: accollarsi lunghi spostamenti per cercare acque in una situazione ancora minimamente accettabile (ma se si continua così potrebbe restarci solo l’estero), dedicarsi a specie ancora presenti in buon numero, rinunciando a insidiare quelle ormai divenute più rare (accettando di conseguenza la progressiva riduzione del numero complessivo dei pescatori e delle discipline alieutiche ancora praticate).
•    Possono questi atteggiamenti “salvare” pesca e pescatori? Alla lunga temiamo di no perché i meccanismi sociali che ancora oggi fanno considerare il bene naturale (nel nostro caso l’acqua) come un qualcosa da sfruttare a proprio favore da parte di chi ne abbia la forza (economica, politica, gestionale ecc.), non tenendo in sufficiente conto di come si tratti in primo luogo di un bene comune da tutelare a favore di tutti, comprese le generazioni future, questi meccanismi possono rivolgersi in ogni momento verso qualsiasi ambiente (vedi cosa sta accadendo in habitat fino a poco tempo fa ritenuti oggettivamente intangibili come i torrenti montani con la costruzione non adeguatamente valutata delle microcentrali idroelettriche).
•    Dinamiche simili, rinvenibili ormai dappertutto, fanno capire come da parte dei pescatori non sia più possibile delegare ad altri la tutela degli ecosistemi acquatici di loro interesse. Questo ha contribuito a giustificare la nascita accanto alle storiche associazioni di rappresentanza della pesca, quella di nuove compagini spesso incentrate su una singola tecnica di pesca o un certo territorio.

Gian Domenico Bocchi

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